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Sociodramma


Moreno conduce un sociodramma sul tema dell'alcoolismo


"Il sociodramma si occupa di problemi che non possono essere né chiariti né trattati nel segreto di una stanza e nell'isolamento di due persone. Esso richiede tutti gli occhi e tutti gli orecchi della comunità, la sua profondità e vastità, per poter operare in modo adeguato. Richiede perciò, un ambiente in cui il gruppo con i suoi problemi collettivi possa essere trattato con la stessa onestà con cui viene trattato l'individuo in uno studio medico. La forma ideale per questo dramma che tutti possono condividere, il tribunale per eccellenza, è l'anfiteatro e l'effetto è la catarsi della comunità. La catarsi del sociodramma differisce da quella dello psicodramma… Nel procedimento psicodrammatico un soggetto viene trattato come una persona specifica, con il suo mondo privato. Nel procedimento sociodrammatico il soggetto non è una persona, ma un gruppo, perciò non è un negro individuale ad essere considerato, ma sono presi in considerazione tutti i negri, tutti i cristiani, tutti gli ebrei… Il protagonista sul palcoscenico non rappresenta una dramatis persona, l'espressione creativa della mente di uno scrittore di teatro individuale, ma un'esperienza collettiva. Egli è un'estensione emozionale di molti Io…"

"Il vero soggetto di un sociodramma è il gruppo. Non è limitato da un numero speciale di individui, può essere formato da tutte le persone che vivono in un luogo qualunque, ovvero da tutte quelle che appartengono alla stessa cultura. Il sociodramma si basa sulla tacita supposizione che il gruppo formato dal pubblico sia già organizzato dai ruoli sociali e culturali che, in una certa misura, sono interpretati da tutti i portatori di cultura".

"Il procedimento sociodrammatico è ideale per lo studio delle interrelazioni culturali, in special modo quando due culture coesistono l'una vicino all'altra e i rispettivi membri subiscono un continuo processo di interazione e di scambio di valori... Ci si può in tal modo occupare di mutare l'atteggiamento dei membri di una cultura verso i membri di un'altra". (J. L. Moreno)


Incontro

Due accezioni di sociodramma

1. Il sociodramma come intervento sui ruoli collettivi


Questo è il classico sociodramma come è stato pensato inizialmente da Moreno. In questo tipo di intervento non ci si rivolge necessariamente ad un gruppo già costituito, ma ad un pubblico ampio che si ritrova insieme, accomunato da una tematica, da un interesse o da una condizione sociale particolare. Il lavoro sociodrammatico, attraverso la fase di riscaldamento, farà emergere i ruoli collettivi critici e le scene, che costituiranno il materiale per l'azione scenica successiva. L'elaborazione della scena segue le modalità tecniche psicodrammatiche (inversione di ruolo, specchio, ecc.), favorendo una partecipazione e una trasformazione del materiale da parte di tutto il gruppo. Questo lavoro sociodrammatico si rivolge agli aspetti culturalizzati, collettivi del ruolo, alle ideologie, agli stereotipi sociali, alle relazioni interculturali e intergruppali di quel dato pubblico. L'aspetto personale del singolo entra nel sociodramma come variazione individuale del ruolo collettivo, come risonanza personalizzata, come arricchimento e vitalità del ruolo cristallizzato. Il sociodramma così inteso è un potentissimo strumento formativo per grandi gruppi e può aiutare una maggiore e più profonda comprensione di tematiche rilevanti (rapporto genitori-figli, ad esempio).

2. Il sociodramma come intervento sul conflitto nodale del gruppo

Questa seconda accezione del sociodramma è stata sviluppata soprattutto dagli psicodrammatisti argentini, ed è il risultato di diffuse esperienze applicative delle metodologie psicodrammatiche ai gruppi reali. In questo caso, col sociodramma è possibile intervenire sui vincoli esistenti nei gruppi naturali (coppie, famiglie, convivenze, comunità) o sui vincoli di gruppi strumentali (gruppi di lavoro, di apprendimento o istituzionali). Oggetto del sociodramma sono i ruoli sociali che sottostanno allo sviluppo delle attività comuni ad un dato gruppo. Il sociodramma permetterà di visualizzare i conflitti, di evidenziare le relazioni intergruppali e di esplorare i valori collettivi e le ideologie condivise. Come specifica Zuretti (1995), dentro il contenitore del sociodramma l'azione di un protagonista è relativa, poiché sia le azioni individuali che quelle gruppali esprimono la problematica gruppale. In un sociodramma, un gruppo che vuole diagnosticare ed elaborare i suoi conflitti esprime quelli che sono pertinenti al gruppo maggiore nel quale è inserito, e al tempo stesso esprime la struttura e le difficoltà della matrice sociale nel "qui ed ora". In altre parole, i conflitti emergenti in un sociodramma di un gruppo di insegnanti saranno espressione sia di un conflitto istituzionale a livello più ampio (= istituzione scuola), che di un conflitto a livello di ruoli sociali-professionali nel "qui ed ora" (= es. insegnante di classe e di sostegno, coordinatore, ecc.). Il focus dell'intervento è il lavoro sul conflitto nodale latente.

(Tratto da:
Luigi Dotti - La forma della cura. Tecniche socio e psicodrammatiche nella formazione degli operatori educativi e della cura, prefazione di Giovanni Boria, (con contributi di Claudia Bonardi, Laura Consolati, Isabella Peghin, Giovanna Peli, Vanda Romagnoli), FrancoAngeli, Milano, marzo 2013 www..francoangeli.it - la forma della cura


Per un esempio delle potenzialità del sociodramma puoi vedere alcuni brevi resoconti su un'esperienza significativa svoltasi nel marzo 2001 a Sao Paulo do Brasil:

SOCIODRAMMA IN BRASILE




Se ti interessa l'articolazione concreta di un workshop di sociodramma manda una e-mail a
gigi@psicosociodramma.it

per ricevere la relazione (formato Word) del workshop condotto da Luigi Dotti all'interno del Convegno "Amore Amicizia Intimità: un'educazione possibile" (promosso dall' Azienda Sanitaria Locale di Brescia - giugno 2003)




Se vuoi ulteriori informazioni sul sociodramma
vai sul sito www.sociodramma.it





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